Si dice che a Torino, all'inizio degli anni '30, il 10 febbraio per l'esattezza, un certo Giuseppe Bianco, dopo uno strana notte insonne si fosse recato di corsa nella chiesa di San Lorenzo, e avesse fatto un voto affinchè quello che aveva visto la notte precedente non potesse mai avverarsi. Il pover uomo raccontò di aver sognato che la futura nipote, all'epoca non ancora nata , per qualche ignoto motivo si fosse tramutata nel GIORNO e fosse condannata a un amore drammatico con la NOTTE poichè destinata , la giovane, a sfiorare a mala pena il suo amante durante l'alba e il tramonto , e le sue lacrime rosse di sangue tingessero il cielo nei momenti predetti, aggiungendo poi che la sorte aveva condonato momenti di intimità fra i due amanti solo durante le rare eclissi.
Giuseppe Bianco, promise a Dio che in cambio dell'amore vero di cui la nipotina un giorno avrebbe goduto, non avrebbe mai ucciso nessuno, nemmeno se i ladri fossero entrati in casa sua, a meno che l'incolumità della sua famiglia fosse stata in serio pericolo. Orgoglioso e felice per il bel giuramento ,tornò a casa, perchè si sentì un vero salvatore della patria,quel giorno.
10 giugno 1940
Data di triste memoria, segnò per l'Italia l'entrata in guerra nella seconda guerra mondiale e così anche per Giuseppe, che come la maggior parte all'epoca, innamorato della figura di Mussolini, partì entusiasta.
Ma l'euforia durò poco, giacchè 4 giorni dopo a Genova, si ritrovò ferito gravemente a un braccio poichè le armate francesi e britanniche misero in ginocchio la città e tutti gli italiani nei paraggi, e considerato ormai disabile e inutile, fu rimandato a casa.
Con l'orrore negli occhi, il 18 giugno bussò alla porta di casa, e la sera stessa, lui,la moglie e la sua unica bambina si trasferirono in campagna, un po' per paura dei bombardamenti,un po' perchè si faceva così.
Passarono 3 anni e mezzo, L'italia era ancora in guerra, ma cominciavano i malumori e in molti ormai non credevano più a Mussolini, che da semi dio era visto come un macellaio. Nelle campagne cominciavano da tempo a formarsi i gruppi partigiani, che a loro volta non risparmiavano alcuno se considerato fascista o col nome e cognome scritto sulle famose"LISTE".
Dopo la firma del re per l'armistizio i tedeschi diventarono nemici e l'ineluttabile giorno arrivò anche per Giuseppe Bianco.
Era il 10 settembre 1943, si era alzato quel mattino di buon ora, e assieme ad altri contadini, si era disperso fra i vigneti proprio sotto la sua cascina. dopo quattro ore, verso mezzogiorno, ritornando a casa vide delle macchine che se ne stavano andando dal giardino di fronte la porta d'ingresso. Con il fiato rotto dalla paura e dal terrore si catapultò in casa, e lì vi trovo moglie e figlia a terra, vive, ma in un lago di sangue. I tedeschi, volevano da mangiare e loro non ne avevano.
Acciecato dalla rabbia e dall'umiliazione subita dagli unici amori della sua vita, giurò che li avrebbe trovati ,chi osò tanto, e avrebbe pagato a caro prezzo.
Giorni dopo si iscrisse al gruppo dei partigiani, e in meno di una settimana riuscì ad avere le identità dei tedeschi che menarono la bambina e sua moglie, ma per sfamare il suo odio dovette aspettare anni.
Il 10 marzo 1945, in un'imboscata pianificata assieme ai suoi amici, Giuseppe ebbe la sua vendetta: uccise a colpi di pistola tutti e 4 i tedeschi che gli vennero a far visita quasi due anni prima.
Da quel momento il suo nome però comparve su tutti i muri dei paesi del monferrato fino al canavese e la taglia sulla sua testa diventò un piatto più che appetibile,soprattuto di quei tempi.
Da quel momento il suo nome però comparve su tutti i muri dei paesi del monferrato fino al canavese e la taglia sulla sua testa diventò un piatto più che appetibile,soprattuto di quei tempi.
Per 46 giorni Giuseppe dovette scappare e chiedere nascondigli per le montagne,fra le Alpi, poichè se fosse tornato in città,mai avrebbe rivisto la luce del sole il giorno successivo. Il 25 aprile 1945 i partigiani italiani liberarono Milano e Torino, e Giuseppe riacquistò la libertà.
Nel dicembre 1967 la sua adorata figlia, che ormai era cresciuta, si sposò; e il 10 ottobre 1968 diede alla luce Adele, una bimba splendida e forte: con una maledizione alle spalle con cui dovette fare i conti più in là, perchè le promesse non mantenute hanno un prezzo.